12 anni schiavo


Titolo originale: 12 Years a Slave
Nazione: USA, Regno Unito
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 133'
Regia: Steve McQueen
Sceneggiatura: John Ridley
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Cast: Chiwetel Ejiofor, Dwight Henry, Lupita Nyong'o, Brad Pitt, Paul Giamatti, Michael Fassbender, Paul Dano, Benedict Cumberbatch, Sarah Paulson, Garret Dillahunt, Quvenzhané Wallis, Alfre Woodard
Produzione: Regency Enterprises
Distribuzione: Bim Distribuzione

Trama: La vera storia di Solomon Northup, violinista di talento di colore che nel 1841 viene ingannato da due falsi agenti di spettacolo e viene venduto come schiavo. Per 12 anni combatterà per riottenere la sua libertà.

Commento: Terzo film di Steve McQueen dopo Hunger e Shame. Un film che è balzato alle cronache perché per un oscuro motivo ha rifiutato il festival di Venezia, se qualcuno me lo spiegherà ne sarò felice. Comunque a parte questo, grande prova del regista, ha raccontato in modo toccante, crudele, molto crudele, tanto crudele quanto veritiero, la terrificante avventura di Solomon Northup. Prova di attori impeccabili, uno su tutti, a mio parere, Michael Fassbender, veramente bravo. Tutto stupendo, tutto fantastico, unica nota negativa e probabilmente andrò controcorrente, è la storia. Mi spiego, non critico la storia che è accaduta al protagonista, come scritto prima straordinariamente terrificante, quanto sono un po’ stufo che da qualche anno a questa parte si premino solo film con una storia NON originale, il classico film “tratto da una storia vera” per intenderci. 12 anni schiavo nel 2014, Argo nel 2013, il discorso del re nel 2011, per fare qualche esempio. Tutti bei film ci mancherebbe, ma non si guarda più l’originalità American Hustle, grande storia, Her grandissimo film, Gravity idem, Django, Vita di Pi, Il lato positivo, potrei andare avanti per tutta la giornata. Sì, alcuni di questi hanno vinto premi per la sceneggiatura originale, ma almeno per gli Oscar “il miglior film” è quello che si ricordano tutti. Comunque sia, a parte queste divagazioni, il film merita, merita di vederlo, per conoscere cosa è accaduto a Northup, per conoscere tutte le atrocità che furono commesse. Consigliato.

All is lost


Titolo originale: All Is Lost
Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 105'
Regia: J.C. Chandor
Sceneggiatura: J.C. Chandor
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Cast: Robert Redford
Produzione: Before The Door Pictures, Washington Square Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia

Trama: Un navigatore solitario perso in pieno Oceano Indiano, deve abbandonare la sua barca a causa di una falla sullo scafo, è tutto perduto?

Commento: 105 minuti di peripezie e, diciamocelo, di un sacco di sfiga, non trovo aggettivo migliore. Senza nessun dialogo, a parte un piccolo discorso iniziale e qualche imprecazione durante il film, poi più nulla, solo rumore del mare, ma soprattutto rumore delle tempeste. Robert Redford, l’acqua e la sua barca, punto. La sceneggiatura mette in fila una sequenza di imprevisti sempre più drammatici, cui il protagonista reagisce con pragmatismo, trovando di volta in volta soluzioni pratiche ai problemi apparentemente insormontabili che deve affrontare. Un vero e proprio One Man Show cui Redford si presta con un coraggio e una disponibilità fisica stupefacenti per i suoi 76 anni. Giudizio finale? sicuramente non è un film che possa piacere a tutti, anche io ho storto il naso per alcune scene, ma nella totalità è un film che mi è piaciuto, mi ha fatto riflette. Io ve lo consiglio. 

Ah quasi dimenticavo, leggendo qua e là su altri siti specializzati di cinema, in alcuni ho trovato diverse critiche (alcune veramente feroci) non tanto, sulla scenografia, fotografia, interpretazione di Redford o roba simile, no, solo esclusivamente sull’impossibilità che una storia simile possa accadere nella realtà… ma che caspita (per non dire di peggio) di critica è??!?!? E’ UN FILM! Chiaro?! FINZIONE! Mah, chi li capisce è bravo.

L' Arbitro



Titolo originale: L'arbitro
Nazione: Italia, Argentina
Anno: 2013
Genere: Commedia
Durata: 90'
Regia: Paolo Zucca
Sceneggiatura: Paolo Zucca
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Cast: Stefano Accorsi, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Marco Messeri, Benito Urgu, Francesco Pannofino, Alessio Di Clemente
Produzione: Classic - BD Cine
Distribuzione: Lucky Red

Trama: La storia dell’arbitro Cruciani arbitro internazionale che per un giro di mazzette viene retrocesso e assegnato alla terza categoria in uno paesino sperduto della Sardegna dove c’è un acerrima rivalità fra le squadre dell’Atletico Pabarile e del Montecrastu. 

Commento: Per il suo ritorno al cinema (dopo un biennio in cui si è occupato di teatro e produzione) Stefano Accorsi veste i panni di un arbitro. E in particolare il Principe, soprannome dovuto alle sue movenze eleganti lo conducono alla prima finale Europea. Ma come si dice: dalle stelle alle stalle. Per via di un giro di mazzette lo fa precipitare in terza categoria. Una graziosa commedia grottesca, ripresa totalmente in bianco e nero, ottima l’idea per rendere ancor più credibile il tempo in cui viene narrata la storia, cioè gli anni 50. Una strana storia con all’interno allenatori ciechi, arbitri ambiziosi, rivalità paesane e perfino il fuoriclasse di provincia. Buon cast, mi ha stupito soprattutto Geppi Cucciari, non me l’aspettavo sinceramente. Opera prima dall’omonimo cortometraggio con il quale Paolo Zucca nel 2009 ha vinto il David di Donatello. Bel film. 

Sol Levante



Titolo originale: Rising sun
Nazione: Usa
Anno: 1993
Genere: Azione, Thriller
Durata: 129'
Regia: Philip Kaufman
Sceneggiatura: Philip Kaufman, Michael Crichton, Micheal Backes
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Cast: Sean Connery, Wesley Snipes, Harvey Keitel, Steve Buscemi, Cary-Hiroyuki Tagawa, Kevin Anderson, Mako, Tia Carrere
Produzione: 20th Century Fox
Distribuzione: 20th Century Fox

Trama: All’ inaugurazione  di un  grattacielo di una famosa multinazionale giapponese a Los Angeles viene uccisa una squillo. L’ufficiale di collegamento Web Smith e l’investigatore John Connor devono scoprire cosa c’è sotto.

Commento: Michael Crichton con i suoi best seller ha fatto la fortuna sua e anche quella del cinema Hollywoodiano, infatti anche Sol Levante è una trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo. Sarà che son nato negli anni 80 e che quindi sono cresciuto con questi film, con eroi come Stallone, Schwarzenegger, Willis, Gibson, Van Damme, Snipes e beh tanti altri, i film thriller come questa pellicola mi piacciono molto. Un buon thriller, diretto senza eccessi o sbavature, con un buon cast, Snipes forse un po’ sottotono, eccellente Sean Connery, buona interpretazione di Keitel. La parte che mi ha più interessato rivedendo questo film a distanza di circa 20 anni è che nella storia vengono presentate tecnologie che a quel tempo erano decisamente innovativi come i dati che vengono memorizzati in Compact Disk e soprattutto i programmi di fotoritocco. Qualcosa che oggigiorno sono diventati il pane quotidiano per bambini di 10 anni ma che 20 anni fa sembrava di parlare quasi di fantascienza, incredibile. Un buon thriller. consigliato. 

This must be the place



Titolo originale: This Must Be the Place
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 118'
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
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Cast: Sean Penn, Frances McDormand, Tom Archdeacon, Shea Whigham, Seth Adkins

Produzione: Indigo Film, Lucky Red, Medusa Film
Distribuzione: Medusa

Trama: Un ex rocker, Cheyenne, afflitto da una forma al quanto strana di depressione e apatia, viene a sapere che il padre, appena morto, era alla ricerca del nazista che lo aveva umiliato durante la prigionia in un campo di concentramento. Cheyenne decide quindi di riprendere la ricerca.

Commento: Questo film, riprendendo il mio pensiero che avevo scritto nel post precedente, e cioè che se si investe su storie originali, su bravi registi innovativi, e su un buon cast, se si punta sulla qualità, il cinema italiano straccerebbe la concorrenza, ecco questa pellicola è il classico esempio calzante di quello che volevo dire. Un bel film, curato nei dettagli,  Sorrentino migliora notevolmente la sua direzione, forse anche grazie ai consigli che quasi sicuramente le avrà donato Frances McDormand (per chi non lo sapesse è la moglie Joel Coen), un film pieno di una malinconica ironia, di scene al limite dell’assurdo, interpretate magistralmente da Sean Penn. Ora fare complimenti a Sean Penn è ultrascontato, neanche inizio, sarei banale dal primo all’ultimo aggettivo. Quello che posso dire è che nel mondo del cinema ci voleva un personaggio come Cheyenne, così triste ma allo stesso tempo ironico, saggio e pazzo allo stesso tempo e mi fa piacere che ad interpretarlo sia stato proprio Penn. Ottima la colonna sonora, mi è piaciuto moltissimo la scena del concerto di David Byrne (tranquilli non vi anticipo nulla). Oltre a questo ci sono svariate scene straordinarie, quasi fossero dei cortometraggi che fanno da “paesaggio” al viaggio che Cheyenne si è imposto di fare, una su tutte quella quando accade che…vabbè sto zitto. Guardatevelo ve lo consiglio!

42


Titolo originale: 42
Nazione: U.S.A.
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Brian Helgeland
Sceneggiatura: Brian Helgeland
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Cast: Chadwick Boseman, Harrison Ford, Nicole Beharie, Christopher Meloni, Ryan Merriman, Lucas Black, Andre Holland, Alan Tudyk, Hamish Linklater, T.R. Knight
Produzione: Legendary Pictures

Traman: La vera storia del primo americano di colore a giocare nel Baseball professionistico: Jackie Robinson

Commento: Strano. Proprio strano. Un film americano degli ultimi anni che, guarda un po’, è tratto da una storia vera. Stranissimo è capitato solo, più o meno venti volte?!
Intendiamoci non voglio criticare questo film solo perché è tratto da una storia vera, la mia critica va a tutto il baraccone Holliwoodiano che da almeno 10 anni a questa parte propone film o supercatastroficifinisceilmondomiodiosalviamociarrivanopureglizombiamangiarci, magari anche con supereroi (più o meno famosi) oppure biografie di personaggi famosi, rarissimi invece sono film d’autore. In Italia se smettessero di investire sulle fiction e schifezze simili, e invece puntassero a veri film, con storie vere (non i classici cinepanettoni per intenderci) straccerebbero la concorrenza americana, gli inglesi lo stanno facendo, i francesi e spagnoli pure, perfino i cinesi, noi che aspettiamo?!
Detto questo, parliamo del film: Il regista, beh è un novellino, nel senso che ha diretto solo sei film in carriera, da sceneggiatore invece è molto famoso, film come Green Zone, Robin Hood, Mystic River, L.A Confidential o Ipotesi di Complotto, sono di sua fattura. Comunque come regista se la cava egregiamente, raccontando in maniera chiara e gradevole questa storia. Il cast a parte il monumentale Harrison Ford e Christopher Meloni (più famoso forse nella serie televisiva Law & Order) che li conosco molto bene, tutto gli altri attori non li conoscevo affatto, perfino il protagonista, beh ammetto la mia lacuna, anche se, in mia difesa, l’attore Chadwick Boseman non è che abbia fatto tanti film famosi ecco. 
Bella la storia, il razzismo potrebbe essere un argomento abusato nel cinema americano ma in questo film non rimane mai banale. 
Un film di buona fattura.

Curiosità: In Italia non è mai uscito nelle sale cinematografiche ma solo in Video on Demand tramite Itunes.

Saving Mr Banks


Titolo originale: Saving Mr. Banks
Nazione: U.S.A., Australia, Regno Unito
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 120'
Regia: John Lee Hancock
Sceneggiatura: Kelly Marcel, Sue Smith
Trailer: clicca qui

Cast: Tom Hanks, Colin Farrell, Emma Thompson, Ruth Wilson, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, Bradley Whitford, B.J. Novak, Rachel Griffiths, Kathy Baker, Ronan Vibert, Claire Bocking
Produzione: Ruby Films, BBC Films, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

Trama: Walt Disney invita in America la scrittrice di Mary Poppins, Pamela Lyndon Travers, per convincerla a cedere i diritti sul suo personaggio. Sarà un lungo corteggiamento…

Commento: A 50 anni dalla sua realizzazione Mary Poppins non è stato ancora soggetto a sequel, remake o reboot. Per ora si è scelta una strada alternativa: il compleanno di questo capolavoro. Si è deciso infatti di raccontare i fatti che portarono alla sua realizzazione. E in particolare la lunga trattativa “emotiva” tra Walt Disney e la scrittrice australiana Pamela Lyndon Travers per lo sfruttamento dei diritti del romanzo incentrato sulla tata volante. 14 anni, quattordici anni di corteggiamento di Disney per convincere la scrittrice. Son sincero, quando ho scelto di vedere questo film avevo più di un dubbio, uno su tutti che la pellicola fosse la classica storiella romanticona che la Disney sforna da parecchi anni e invece sono rimasto piacevolmente sorpreso. Emotivo, divertente, nostalgico, una bella storia diretta saggiamente da Hancock, interpretata benissimo dai due protagonisti Hanks e la Thomson, senza mai dimenticare le piccole parti di Giamatti e Colin Farrell. Consigliato, molto consigliato.